Salmo: Il Racconto del Lebonski Park. Regia Video e Adrenalina FPV per 45.000 Persone

Il 6 settembre 2025 non è stata solo la data di un concerto, ma una vera e propria prova di forza tecnologica e creativa. Alla Fiera Milano Live di Rho, il Lebonski Park di Salmo ha radunato 45.000 persone per uno show diviso in tre atti che ha ridefinito gli standard della produzione live in Italia.

In qualità di responsabile della regia camere, ho avuto il compito di tradurre in immagini l’energia vulcanica di Salmo, collaborando fianco a fianco con il team di STS Communication per gestire una macchina produttiva imponente.

Il Set-up: Potenza Broadcast e Dinamismo FPV

Per uno spazio vasto come quello della Fiera di Rho, la visibilità è tutto. Non si tratta solo di “far vedere” l’artista ai fan nelle ultime file, ma di trasmettere la stessa carica elettrica che si respira sotto il palco.

Il workflow tecnico messo in campo con STS Communication ha previsto un dispiegamento di mezzi di altissimo profilo:

  • 10 Telecamere Broadcast: Posizionate strategicamente tra pit, FOH e laterali per coprire ogni angolo del palco e della passerella, garantendo una narrazione visiva completa e multi-prospettiva.
  • 1 Drone FPV Live: La vera “arma segreta” della serata. Gestire un segnale FPV (First Person View) in diretta, integrato nello switching della regia, ha permesso di ottenere inquadrature acrobatiche, voli radenti sulla folla e passaggi dinamici sopra il palco che hanno lasciato il pubblico senza fiato.
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“La sfida non è solo inquadrare l’artista, ma catturare l’energia primordiale che si sprigiona tra il palco e 45.000 persone. Con l’FPV siamo entrati dentro quella massa umana, portando la regia a un livello superiore.”

Sinergia Tecnica con STS Communication

Lavorare con un service come STS Communication significa avere la certezza che la tecnologia sia al servizio della creatività. La stabilità del segnale, la precisione dei cam-operator e la gestione della latenza sono state impeccabili, permettendo alla regia di osare anche nei momenti più frenetici dello show.

Portare a casa un evento di queste dimensioni, con quasi 50.000 persone e una complessità scenografica che includeva giostre, fiamme e mondi distopici, richiede sangue freddo e una visione chiara. Il Lebonski Park è stato, per me, l’ennesima conferma che quando la tecnica incontra la visione artistica, il risultato è un’opera d’arte temporanea che resta impressa nella memoria di chi c’era.